Piano Regionale per la Qualità dell'Aria - Intervento di Confcommercio Piemonte e Rete Imprese Italia Piemonte alle consultazioni in Consiglio Regionale

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Le politiche della Regione Piemonte in materia di qualità dell’aria sono state oggetto delle consultazioni che si sono svolte in Consiglio regionale nella mattina di giovedì 17 gennaio, alle quali Confcommercio Piemonte ha partecipato guidando la delegazione di Rete Imprese Italia - Piemonte.

Valutazioni decisamente critiche sono state espresse dalle Associazioni rappresentative delle imprese del commercio e dell'artigianato, soprattutto per via dell'eccessivo rilievo che il Piano Regionale per la Qualità dell'Aria attribuisce alle misure dedicate ai trasporti.

Critiche avvalorate dalla constatazione che gli stessi dati di fonte regionale attestano il peso tutto sommato contenuto degli autoveicoli diesel quali sorgenti di emissione delle polveri sottili PM10 e PM2.5.

Dopo avere ricordato che lo sviluppo economico non può che essere sostenibile, Confcommercio ha sottolineato che le politiche ambientali (energetiche, trasportistiche, ecc.) non possono risolversi in una penalizzazione del sistema economico, già afflitto da un quadro di perdurante stagnazione.

Nuove misure che dovessero pesare sulle imprese del commercio, turismo, autotrasporto e artigianato che operano nelle città, inciderebbero inevitabilmente anche sull'ambiente urbano compromettendone vivacità e vivibilità.

Confcommercio e le altre Organizzazioni delle PMI hanno dunque ribadito l'assoluta contrarietà a qualunque strategia che – in attesa di realizzare misure strutturali a medio e lungo termine – nell’immediato preveda l’utilizzo di soli divieti e provvedimenti restrittivi della libertà di circolazione.

No dunque, con richiesta di ulteriori approfondimenti, a misure quali la congestion charge (ticket d'ingresso) per Torino, Alessandria e Novara, allargamento indiscriminato delle zone a traffico limitato ZTL e delle aree pedonali nei centri storici delle città con più di 10.000 abitanti, previsione di estendere il divieto alla circolazione per i veicoli diesel fino alla tipologia euro 6 pre fase 2 (entro il 2027). Richiamo forte infine affinché la Regione garantisca che eventuali iniziative di logistica urbana siano rispondenti alle reali esigenze dei negozi, degli esercenti e degli artigiani che operano nelle città.