Rete Imprese Italia Piemonte: le proposte delle micro e piccole imprese per il prossimo mandato di Governo Regionale

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E’ questo il messaggio che Rete Imprese Italia – Piemonte ha lanciato alle Forze Politiche, lunedì 20 maggio in occasione dell’incontro con i candidati presidenti alla presenza degli organi di informazione, in vista delle elezioni regionali di domenica prossima.

Non è realistico pensare di rilanciare lo sviluppo economico del Piemonte dimenticando le esigenze di centinaia di migliaia di imprenditori che quotidianamente lavorano insieme ai loro famigliari e collaboratori dipendenti!

A livello regionale, a fronte di un totale di 321.758 imprese e di 1.304.274 addetti (esclusa l’agricoltura) quelle con meno di 10 dipendenti sono infatti 306.001 (il 95%) e assorbono il 42,32% della forza lavoro (551.959 unità), mentre quelle con meno di 5 addetti sono 289.794 (90%) e coprono il 33.91% (442.229 addetti) del personale dipendente.

Buona parte del divario crescente tra il Piemonte e le altre regioni del Nord - non a caso il triangolo d’oro dell’economia italiana fa ormai riferimento a Lombardia, Emilia Romagna e Veneto – è ascrivibile alle difficoltà riscontrate dalla cosiddetta impres

E’ questo il messaggio che Rete Imprese Italia – Piemonte ha lanciato alle Forze Politiche, lunedì 20 maggio in occasione dell’incontro con i candidati presidenti alla presenza degli organi di informazione, in vista delle elezioni regionali di domenica prossima.

Non è realistico pensare di rilanciare lo sviluppo economico del Piemonte dimenticando le esigenze di centinaia di migliaia di imprenditori che quotidianamente lavorano insieme ai loro famigliari e collaboratori dipendenti!

A livello regionale, a fronte di un totale di 321.758 imprese e di 1.304.274 addetti (esclusa l’agricoltura) quelle con meno di 10 dipendenti sono infatti 306.001 (il 95%) e assorbono il 42,32% della forza lavoro (551.959 unità), mentre quelle con meno di 5 addetti sono 289.794 (90%) e coprono il 33.91% (442.229 addetti) del personale dipendente.

Buona parte del divario crescente tra il Piemonte e le altre regioni del Nord - non a caso il triangolo d’oro dell’economia italiana fa ormai riferimento a Lombardia, Emilia Romagna e Veneto – è ascrivibile alle difficoltà riscontrate dalla cosiddetta impresa diffusa, che nel quinquennio 2018-2014 ha dovuto affrontare problemi via via crescenti:

  • il commercio al dettaglio ha registrato un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni al Registro Imprese delle camere di commercio pari a –11.401. In assoluto si tratta del risultato peggiore tra i diversi settori imprenditoriali, seguito dalle costruzioni (–9.550) e dall’agricoltura (–5.715). Primato negativo che deriva, in particolare, dalla riduzione progressiva delle nuove iscrizioni (passate dalle 2.860 del 2014 alle 1.924 del 2018, con un differenziale di 936 unità: seguono la ristorazione con un calo di 358 unità e le costruzioni con 257 unità).
  • le imprese della ricettività e ristorazione hanno presentato un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni: -199 per la ricettività e -5.213 per la somministrazione, a testimonianza di una sostanziale instabilità di un settore che non è ancora riuscito ad esprimere appieno le pur innegabili potenzialità.
  • le imprese artigiane sono passate da 126.142 del 2014 a 120.053 unità nel 2018 (-6.089), con una riduzione della componente dei lavoratori autonomi pari a -19.578, passati dai 157.572 del 2014 a 137.994 del 2018.

È fondamentale allora che nell’XI legislatura tutte le forze politiche – di maggioranza e di opposizione – assicurino la massima attenzione a favore delle imprese di minori dimensioni: occorre individuare, all’interno della prossima Giunta regionale, Assessori dedicati ai diversi settori della micro e piccola impresa, servono risorse adeguate e continuative negli anni e bisogna garantire dialogo sociale e concertazione con le Organizzazioni di categoria.

Al di là dell’importanza rivestita dalle grandi opere (TAV, Terzo Valico, Asti-Cuneo, Tunnel di Tenda) e della necessità di connettere il territorio regionale al resto del Paese e dell’Europa attraverso interventi infrastrutturali minori e reti telematiche, es. banda larga, i rappresentati di Rete Imprese Italia – Piemonte hanno poi illustrato le proposte sui principali temi di diretta competenza regionale:

  • maggiore accesso al credito, tuttora negato alle imprese di piccole dimensioni, anche quando sono sane
  • sostegno all’innovazione tecnologica, organizzativa e dei modelli di business specifica per le micro imprese di tutti i settori
  • apertura alle imprese di minori dimensioni delle risorse dei fondi strutturali, in particolare il cosiddetto POR FESR per gli investimenti, prevedendo bandi su misura delle loro capacità
  • salvaguardia della formazione per gli imprenditori, i coadiuvanti e i dipendenti nel prossimo POR FSE, preferibilmente con percorsi formativi inseriti all’interno delle politiche per gli investimenti
  • integrazione tra politiche ambientali (es. per la qualità dell’aria) ed esigenze delle attività economiche, evitando contrapposizioni tra salute dei cittadini e libertà di impresa
  • avvio di una strategia per affrontare i problemi delle città, definendo appositi interventi di rigenerazione e riqualificazione dell’ambiente urbano
  • attivazione di un vero e proprio coordinamento di livello regionale degli attori della filiera delle costruzioni
  • turismo come leva di sviluppo e di diversificazione dell’economia piemontese.